A S. Fele per l’acqua con il Coordinamento Nazionale No Triv e il Laboratorio Sociale per i Beni Comuni Marmo Platano Melandro

Domenica 22 marzo, in occasione della giornata mondiale dell’Acqua, il Coordinamento Nazionale No Triv – sez. Basilicata e il Laboratorio Sociale per i Beni Comuni Marmo Platano Melandro invitano tutt* a presidiare l’evento organizzato dalla regione Basilicata alle cascate di S. Fele, durante il quale si terrà un’operazione di vetrina a “Expo 2015”, in riferimento a un progetto europeo sull’acqua che vede proprio l’Ente lucano come portabandiera delle sette regioni italiane partecipanti.
Quell’acqua che, a causa dell’attività di trivellazione che va avanti da anni, risulta fortemente inquinata da metalli pesanti e idrocarburi e da tempo è oramai una risorsa sempre più scarsa e dal futuro sempre più incerto.  

Di seguito il comunicato.

Coordinamento Nazionale No Triv

DOMENICA 22 MARZO A S. FELE PER L’ACQUA, CONTRO LE CONTAMINAZIONI PETROLIFERE

Domenica 22 Marzo è la giornata mondiale dell’Acqua.
Anche la Regione Basilicata ha previsto una serie di eventi disseminati sul territorio.

Forte del suo ruolo di Capofila di sette regioni italiane per un progetto europeo sull’acqua, l’Ente Regione ha da tempo ufficialmente promosso un’ipocrita operazione vetrina ad “Expo 2015” a Milano, che sponsorizza ancor prima dei prodotti enogastronomici e culturali la risorsa ACQUA, quando la diga del Pertusillo, che abbevera 4 milioni di lucani e pugliesi, è fortemente inquinata di metalli pesanti e di idrocarburi; quando il Basento è a servizio degli inquinatori di ogni risma, quando sempre più falde acquifere sono a rischio anche sul versante del Sele; quando l’utilizzo di sempre più sorgenti è vietato e l’acqua al rubinetto di numerose famiglie dei nostri paesi non è più potabile!

Tra gli eventi ufficiali propagandati è prevista la visita alle cascate di “U’ Uàttnier”, nel comune di S. Fele.

Invitiamo quanti hanno a cuore l’ACQUA BENE COMUNE a smascherare questa operazione propagandistica, visto che proprio in territorio di S. Fele, in contrada Piano delle Perazze, in seguito alla perforazione di un pozzo petrolifero di oltre 5.000 metri di profondità da parte della compagnia Texaco, nel 1993 dichiarato “sterile” ed abbandonato, non è mai stata condotta adeguata attività di bonifica. Dopo oltre 20 anni sono evidenti tracce di materiale probabilmente utilizzato per le perforazioni; molte sono le segnalazioni di patologie riconducibili agli effetti delle attività di esplorazione, di ricerca, di perforazione. In numerose iniziative, in filmati, comunicati, richieste ufficiali di chiarimenti nel merito, tale situazione è stata, anche di recente, denunziata, senza che le autorità competenti abbiano mosso un dito o abbiano risposto nel merito, per quanto i cittadini residenti nell’area, i cittadini che usufruiscono dell’acqua delle falde di Monte S. Croce, abbiano potuto vedere rispettati il diritto alla trasparenza dell’informazione ed il dettato dell’art. 32 della Costituzione sul diritto alla salute.

Si può far finta di nulla, dopo circa un secolo di ricerche ed attività minerarie in una regione come la Basilicata, che nel proprio sottosuolo ospita il più grande giacimento petrolifero in terraferma d’Europa?

Oggi l’attività estrattiva riguarda un totale di 20 concessioni di coltivazione, di cui 10 in produzione; 10 permessi di coltivazione (di cui 7 con decorso temporale sospeso); 18 istanze di permesso presentate;

In Basilicata vi sono 482 pozzi petroliferi perforati in terra ferma (onshore), molti dei quali su piattaforme realizzate in passato, che attendono di essere bonificate. I pozzi in produzione sono 37, ma il loro numero si triplica se si considerano i 90 pozzi perforati attualmente non eroganti per vari motivi (in fase di perforazione, non allacciati, destinati allo stoccaggio, etc), per un totale di pozzi produttivi o potenzialmente produttivi pari a 127 su un totale complessivo di pozzi perforati pari a 482;

Le istanze presentate nell’area del Marmo Platano Melandro e del Vulture – Melfese ai fini del rilascio di permessi di ricerca idrocarburi sono molte: si va dal permesso “ Frusci” al permesso “Anzi”, ai permessi denominati “ “Satriano di Lucania”, “ San Fele”, “Monte Li Foi” , “La Bicocca”, “ Muro Lucano”, in aggiunta a quelli già rilasciati nella Val d’ Agri e nella Valle del Sauro;

L’Area del Marmo Platano Melandro è interessata da un progetto collegato all’Istanza di ricerca e prospezioni idrocarburi da parte della Italmin Exploration s.r.l., con sede legale in Roma, alla Via Trastevere 249, inerente una campagna geofisica per circa 20 km di linee che interessa i Comuni di Muro Lucano, Castelgrande, San Fele, Bella, Baragiano, Balvano, Picerno, per una estensione di circa 120 Kmq, denominato MURO LUCANO;

La vicina Area del Vulture è interessata da un altro progetto collegato alla   Istanza di ricerca e prospezioni idrocarburi da parte dell’Eni S.p.A. Divisione Exploration § Production Distretto Meridionale – con sede in Viggiano alla Via del Convento, che comprende i comuni di Atella, Bella, Ruoti, Filiano, Muro Lucano, Rapone, San Fele, per una estensione di 149 Kmq, denominato SAN FELE;

Nell’area del Marmo Platano Melandro esiste un pozzo classificato dall’ UNMIG come sospeso/incidentato, denominato Monte Li Foi, oggetto negli ultimi 30 anni di attacchi esplorativi sistematici. Oggi LI FOI è il nome di un permesso di ricerca dell’Eni.

In merito alle istanze di richiesta di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominate Monte Foi, San Fele, Muro Lucano, rispettivamente appunto delle società proponenti Italmin Exploration ed ENI, i competenti uffici della Regione Basilicata, con nota del dirigente Nicola Grippa, hanno pochi giorni orsono fatto sapere che l’ufficio compatibilità ambientale per i permessi di ricerca in questione ha svolto per ognuno il procedimento di Verifica di Assoggettabilità alla VIA e che essi si sono tutti conclusi con l’assoggettamento alla Fase di V.I.A.

Di grande novità e rilievo è la seguente affermazione dirigenziale: “Nel merito dei Permessi di ricerca in questione, nel caso in cui le società proponenti intendessero proseguire nell’iter autorizzativo, dovranno presentare istanza di VIA non più alla Regione, ma al Ministero dell’Ambiente, alla luce delle modifiche normative introdotte con l’art. 38 del Decreto Legge 133/2014 convertito in legge n. 164 del 11 novembre 2014 (da questa data le istanze di VIA su progetti relativi ad attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in terra ferma sono di competenza dello Stato)”.

“Pertanto per questi tre permessi non vi è alcuna procedura di VIA da concludere entro il 31 marzo 2015 e le lettere inviate al Ministero dello Sviluppo Economico sono riferite all’intesa Stato-Regione e con le stesse è stata comunicata al MISE la sospensione del procedimento per il rilascio dell’intesa, atteso che per ciascuno dei tre Permessi la stessa è subordinata alla conclusione dei procedimenti di VIA”.

L’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente di Basilicata dichiara quindi da subito operante il trasferimento delle competenze sulla VIA al Ministero dell’Ambiente e del Mare senza dover attendere la fatidica data del 31/3/2015, così come disposto dall’art 38 della Legge “Sblocca Italia”.

E’ la prima volta che viene fornita una interpretazione “ufficiale” di quanto disposto dal c. 554 dell’articolo unico della Legge di Stabilità 2015, che con altri 2 commi intende “riparare” il vulnus di legittimità costituzionale universalmente ammesso dai presidenti delle giunte regionali italiane.

L’ufficio regionale competente deve rendere pubbliche le motivazioni dell’atto di sospensione; è giusto che le amministrazioni locali del Marmo Platano Melandro, che negli scorsi anni hanno espresso tramite formali atti deliberativi ferma opposizione ragionata alle istanze dei permessi di ricerca citati, hanno il diritto di conoscere le motivazioni di una procedura amministrativa che fa carta straccia della volontà espressa, senza aver avuto l’opportunità di un confronto dovuto con chi rappresenta sul territorio la volontà popolare.

Nel Marmo Platano Melandro, in nome degli interessi delle lobbies petrolifere, in attuazione della SEN, si verifica un’anticipazione sostanziale di una più complessiva strategia regionale e nazionale. I cittadini e le amministrazioni locali vengono così ridotti a cavie sociali su cui mettere in atto gli effetti della sottrazione di democrazia e di decisionalità economica. Dobbiamo continuare a batterci contro il processo di colonizzazione petrolifera in atto e per far rispettare la nostra dignità! Domenica 22 Marzo vieni anche tu a presidiare l’evento organizzato dalla Regione alle Cascate di S. Fele.

 

Programma della giornata:

ore 9,00:

partenza in gruppo dal Piazzale Nocicchio, S. Fele paese (gazebo informativo)

dalle ore 9,30 alle 13,00: sit-in alle cascate di “U’ Uàttnier”

dalle 13,00 alle 15: (condizioni metereologiche permettendo)

ripartenza e visita collettiva, con striscioni e bandiere No Triv e per l’Acqua pubblica pulita al pozzo abbandonato in contr. Piano delle Perazze (Passo delle Crocelle, Monte S. Croce);

dalle 15 in poi: presso lo Chalet del Comune di Bella, località Acqua del Faggio (500 mt circa a scendere verso il bosco di Bella).

Musica, dibattiti, proposta di Osservatorio indipendente di monitoraggio ambientale per l’acqua.

Pranzo sociale con cucina sul posto e vino locale. Ognuno darà un contributo per coprire le spese.

 

Per contatti ed adesioni: notrivsanfele@libero.it, notrivbella@gmail.com

 

Laboratorio Sociale per i Beni Comuni Marmo Platano Melandro

Coordinamento Nazionale No Triv – sez. Basilicata

 

19 Marzo 2015

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